Archivio mensile:ottobre 2012

Easy style and easy life…semplici pensieri

Il titolo di questo post nasce da una serie di riflessioni fatte con alcuni amici in momenti diversi e su contenuti altrettanto diversi…Con la mia amica Britta, interior designer (prossimamente troverete qui un’articolo dedicato al suo lavoro ed alle sue scelte di vita country ^_^), riflettevamo sull’impatto che un sito come Etsy, attivo in ogni parte del mondo, sia riuscito in qualche modo a ridare “vita” e “onore” all’handmade grazie a tecniche di comunicazione comuni a molti social network….un movimento che nasce e ri-nasce, fortemente influenzato da un ritorno allo stile anni ’70 e da una crisi economica che se non altro ci impone e propone stili di vita più semplici, più “easy” e sicuramente con meno aspetti consumistici…non solo possiamo cogliere questo stile passeggiando per le vie delle città e osservando ragazze giovani e meno giovani , ma basta sfogliare qualche rivista di moda per osservare sciarpone lavorate a maglia con spesse lane, borse coloratissime all’uncinetto, cappelli, collane, etc…tutto rigorosamente (e ben visibilmente)  fatto a mano.

Non solo accessori e abbigliamento, ma anche complementi di arredo, oggetti di uso quotidiano o meno, devono distinguersi per originalità, unicità, a volte persino una punta di “eccentricità” nei materiali e nelle tecniche, ma tutti con un unico denominatore comune: si deve vedere che son stati fatti a mano.

Negli anni ’80, ragazzina in piena adolescenza, ho assistito a piccole “guerriglie” contro  i pregiudizi degli altri ragazzi che vedevano nella sciarpa fatta a mano il segno inequivocabile che ti “marchiava” come quella/o fuori dal gruppo, quella/o che veniva dal “paesello” e che non si poteva permettere di comprare una sciarpa in negozio… erano gli anni dei paninari, delle spalline iper-imbottite e dei pizzi stile Spandau Ballet, occorreva tanta pazienza ed eravamo già messi male in fatto di stile ^_^

Sarà per l’esperienza dei miei 15 anni di allora, sarà che adesso ne ho 41 e (adesso come allora, a dire il vero) mi piace indossare le cose che piacciono a me e non quelle che agli altri piacerebbe vedermi indossare, ma trovo bello osservare persone che si distinguono dalla massa Usando e Osando colori, tessuti e filati diversi, modelli particolari nella forma e nei materiali. Ogni tanto mi trovo piacevolmente ad osservare ciò che scaturisce dalle onde umane che annegano nel centro città nel sabato pomeriggio e trovo un’aumento esponenziale nel numero di ragazze e donne che risaltano per piccoli particolari essenziali: una borsa, una sciarpa, un maglione…totally handmade!

Uno dei  sintomi di questo cambiamento di stile è costituito anche dall’utilizzo della nuova terminologia specifica necessaria ad indicare il “frutto” delle proprie (o altrui) mani: non più “fatto a mano” e “riciclato”, ma le nuove parole chiave sono, oltre ad “handmade”, anche tutta la sequenza di definizioni/aggettivi quali “recycled”,  “upcycled”, “ri-use”. Il significato non cambia, ma cambia la lettura che alcuni possono farne, specialmente nelle città più piccole come la mia 😉

Un’ultima piccola riflessione…questa è un’onda che già in molti stanno cavalcando, ogni tanto scorgo in alcune riviste interi articoli dedicati a produzioni artigianali che di fatto a mano hanno solamente il primo modello originario, ma che sconfinano chiaramente nelle produzioni a catena di marchi più o meno famosi…può servire ad avvicinare le masse a questo nuovo stile di vita? non saprei…forse però aiuterà una buona parte di persone a sentirsi meno “vittime” di una crisi e più reattive nell’affrontarla portandosi addosso, perchè no, un po’ di colore e calore ^_^

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Selle per galline (chickens’saddles) ^_^

Stamattina abbiamo fatto la prova definitiva per le selle da gallina! Direte voi: “Cosa cosa???” .

Sinceramente prima di qualche giorno fa nemmeno io sapevo dell’esistenza delle selle da gallina, probabimente sentendo parlare della cosa ne avrei pure riso pensando a qualche assurda e mortificante moda per appassionate del genere…poi la mia amica Britta, che ha tre splendide galline e un magnifico (ma instancabile ^_^) gallo, mi ha parlato del suo problema: le galline “favorite” da Dante (questo è il nome del suo gallo), avevano la schiena completamente scorticata causa …ehm ehm…impetuosità sessuale del gallo ^_^ E’ stata Britta che mi ha fatto vedere come su alcuni siti dedicati all’allevamento di galline si parlasse di queste selle e a quanto possono aiutare la ricrescita del piumaggio delle galline e la salvaguardia della loro schiena …nella foto sotto potete vedere come era ridotta male Martha (la gallina preferita da Dante!)

This morning we did the ultimate test for chickens’ saddles! You say: “What ???” .

Honestly, before a few days ago I never knew of the existence of saddles for chickens, probably hearing about it I would  laugh and thinking about it like an absurd and humiliating thing for chicken  … Any days ago my nice friend Britta, who has three beautiful hens and a great (but never tired ^ _ ^) roaster, she told me about her problem: the Dante’s favorite chicken (“Dante” is the name of the roaster), had his back completely flayed ‘cause … uh uh .. . sexual wildness of the roaster ^ _ ^  My friend  Britta showed me  some sites where people are talking about these saddles and how they can help the growth of the plumage of the hens and the safeguarding of their backs .. . in the picture below you can see how it was in a bad Martha (the hen’s favorite Dante!)

Bene, dopo alcune prove per le misure e per la “vestibilità” della sella finalmente sono nate questi primi due esemplari, rivestite con morbido cotone e con del feltro leggero all’interno…queste sono in stile country chic (se le cose vanno fatte, possiamo farle anche carine, no? ^_^)… devo confessare che la parte più divertente è stata la “caccia alla gallina”, ovvero prendere Martha e Anni ’80 (l’altra gallina con la schiena in pessime condizioni) sfuggendo agli attacchi di Dante…^_^ Se anche voi avete bisogno di una sella per le vostre galline, contattatemi e ci accordiamo ^_^

Well, after some testing for measures and for the “fit” of the saddle finally were born these first two saddles, covered with soft cotton and felt light inside … these are in  country-chic style (if things go made, we can do pretty , right? ^ _ ^) … I must confess that the most fun was the “hunt for the hen”  taking Martha and escaping to attack Dante …^ _ ^ If you also need a saddle for your hens, please contact me and we agree ^ _ ^

un vecchio fil di ferro…(an old iron wire… )

C’era una volta un uomo che aspettava passeggiando di fronte al portone di un ufficio.Era un caldo pomeriggio di fine settembre e lui aspettava con la giacca posata sul braccio, fumando l’ultimo pezzo di sigaro, occhiali abbassati sul naso, guardandosi intorno con l’aria che hanno tutti coloro che più o meno pazienti aspettano.

L’uomo attraversa la strada, di fronte a sè una vecchia grondaia mangiata dalla ruggine da cui pende inerte un’altrettanto vecchio fil di ferro. L’uomo si avvicina al filo, lo osserva un po’, poi ne rompe un pezzetto e le mani pazienti come l’uomo si muovono formando nuove pieghe sul vecchio filo. Piega dopo piega, angoli smussati e filo attorcigliato, ecco che nascono uomini e uccelli, l’uomo si lascia scivolare ancor di più gli occhiali dal naso, ma guarda queste nuove forme e sorride, lui le aveva già viste prima di prendere tra le mani il vecchio filo arrugginito, adesso le potrà vedere anche lei…

anche questa è poesia…

Once upon the time There was a man who was waiting walking in front of the door of an office.It was a warm afternoon in late September, his jacket resting on the arm, smoking the last piece of cigar , glasses down on his nose, looking around with the same face that all those who wait  have, with more or less  patience.

The man walk across the street, in front of him an old gutter eaten by rust from which hangs an equally inert old wire. The man approaches the wire, it looks a bit ‘, then it breaks off a piece and the hands, that are patient like the man, moves forming new creases in the old thread. Fold after fold, rounded corners and twisted wire, here are born men and birds, the man glides even more glasses from his nose, but look at these new forms and smiles, he had already seen before taking his hands to the old rusty wire, but now she can see too …

also this is poetry …

a special thanks to Paolo Beneforti and his creative hands ^_^

brrrrrrrrrrr….arriva il freddo (the cold are coming)

quassù in montagna il freddo si fa sentire e quindi si inizia a tirar fuori dall’armadio sciarpe e sciarponi… non so voi, ma personalmente io preferisco gli “scaldacollo” alle sciarpe, per due motivi:

1. Gli “scaldacollo” (ovvero maglia lavorata a “tubo”) possono essere indossati molto velocemente e senza avviluppamenti sul nostro collo

2. in un attimo tengono al caldo non solo il collo ma anche la testa, basta tirarli su con un solo gesto ^_^

Here on the mountains, the cold are coming and then  we start to pull out of the closet scarves and mufflers … I dont know about you, but personally I prefer the “neckwarmer” to scarves, for two reasons:

1. The “neckwarmer” (to knit like a “tube”) can be worn very quickly and without more round on our neck

2. to take a moment to warm not only the neck but also the head, just pick them up with a single gesture ^ _ ^

Certo, la sciarpa ha un suo fascino…il vento che la scompone, il sentirsi in un caldo abbraccio…

Sure, the scarf has its own charm … the wind that breaks down, feeling a warm hug …

E voi preferite uno “scaldacollo” oppure una sciarpa? ^_^

And you prefer a “neckwarmer” or a scarf? ^_^