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facce di terra (faces of earth)

Coloro che mi seguono fin dal vecchio blog avranno ormai capito che sono una “pasionaria” nello sperimentare nuove tecniche (nuove almeno per me ^_^), pertanto non stupitevi se in questio mio blog troverete traccia dei miei esperimenti con tecniche anche molto diverse tra loro.

Dopo anni di uncinetto, ferri da maglia, filato da ricamo, adesso sto sperimentando la lavorazione della creta e devo dire che anche se sino ad ora i miei risultati non sono certo ottimi, mi diverto moltissimo!

Dare forme alla creta, con le mani sporche e il sorriso di una bambina di 5 anni, poi aspettare che asciughi, stendere colore, cuocere…bè, tutta la lavorazione è pura scoperta e divertimento per me…

Merito del mio compagno, Paolo, che da sempre utilizza materiali e tecniche varie per realizzare le sue opere, che con pazienza (molta pazienza ^_^) cerca di insegnarmi e guidarmi in queste sperimentazioni…

In questa prima fase sono “ossessionata”  dalle faccette, ne faccio ovunque, come vedete dalle foto, ma continuo a fare prove su prove, di forme diverse, diverse tipologie di colori e ad attendere la fine delle cotture per vedere, alla fine, “l’effetto che fa” ^_^

Pendagli, nasoni, bottoni, campanelle e tazzine, per sentire tra le mani la terra e con essa creare e ricreare in una spirale di emozioni e ritorno alla “bimba” che ancora scalpita forte dentro di me…

Obiettivo a breve termine: preparare i regali di Natale ^_^

Easy style and easy life…semplici pensieri

Il titolo di questo post nasce da una serie di riflessioni fatte con alcuni amici in momenti diversi e su contenuti altrettanto diversi…Con la mia amica Britta, interior designer (prossimamente troverete qui un’articolo dedicato al suo lavoro ed alle sue scelte di vita country ^_^), riflettevamo sull’impatto che un sito come Etsy, attivo in ogni parte del mondo, sia riuscito in qualche modo a ridare “vita” e “onore” all’handmade grazie a tecniche di comunicazione comuni a molti social network….un movimento che nasce e ri-nasce, fortemente influenzato da un ritorno allo stile anni ’70 e da una crisi economica che se non altro ci impone e propone stili di vita più semplici, più “easy” e sicuramente con meno aspetti consumistici…non solo possiamo cogliere questo stile passeggiando per le vie delle città e osservando ragazze giovani e meno giovani , ma basta sfogliare qualche rivista di moda per osservare sciarpone lavorate a maglia con spesse lane, borse coloratissime all’uncinetto, cappelli, collane, etc…tutto rigorosamente (e ben visibilmente)  fatto a mano.

Non solo accessori e abbigliamento, ma anche complementi di arredo, oggetti di uso quotidiano o meno, devono distinguersi per originalità, unicità, a volte persino una punta di “eccentricità” nei materiali e nelle tecniche, ma tutti con un unico denominatore comune: si deve vedere che son stati fatti a mano.

Negli anni ’80, ragazzina in piena adolescenza, ho assistito a piccole “guerriglie” contro  i pregiudizi degli altri ragazzi che vedevano nella sciarpa fatta a mano il segno inequivocabile che ti “marchiava” come quella/o fuori dal gruppo, quella/o che veniva dal “paesello” e che non si poteva permettere di comprare una sciarpa in negozio… erano gli anni dei paninari, delle spalline iper-imbottite e dei pizzi stile Spandau Ballet, occorreva tanta pazienza ed eravamo già messi male in fatto di stile ^_^

Sarà per l’esperienza dei miei 15 anni di allora, sarà che adesso ne ho 41 e (adesso come allora, a dire il vero) mi piace indossare le cose che piacciono a me e non quelle che agli altri piacerebbe vedermi indossare, ma trovo bello osservare persone che si distinguono dalla massa Usando e Osando colori, tessuti e filati diversi, modelli particolari nella forma e nei materiali. Ogni tanto mi trovo piacevolmente ad osservare ciò che scaturisce dalle onde umane che annegano nel centro città nel sabato pomeriggio e trovo un’aumento esponenziale nel numero di ragazze e donne che risaltano per piccoli particolari essenziali: una borsa, una sciarpa, un maglione…totally handmade!

Uno dei  sintomi di questo cambiamento di stile è costituito anche dall’utilizzo della nuova terminologia specifica necessaria ad indicare il “frutto” delle proprie (o altrui) mani: non più “fatto a mano” e “riciclato”, ma le nuove parole chiave sono, oltre ad “handmade”, anche tutta la sequenza di definizioni/aggettivi quali “recycled”,  “upcycled”, “ri-use”. Il significato non cambia, ma cambia la lettura che alcuni possono farne, specialmente nelle città più piccole come la mia 😉

Un’ultima piccola riflessione…questa è un’onda che già in molti stanno cavalcando, ogni tanto scorgo in alcune riviste interi articoli dedicati a produzioni artigianali che di fatto a mano hanno solamente il primo modello originario, ma che sconfinano chiaramente nelle produzioni a catena di marchi più o meno famosi…può servire ad avvicinare le masse a questo nuovo stile di vita? non saprei…forse però aiuterà una buona parte di persone a sentirsi meno “vittime” di una crisi e più reattive nell’affrontarla portandosi addosso, perchè no, un po’ di colore e calore ^_^

quotidiani e uncinetto…. (newspapers and crochet)

Inseguendo l’idea che con l’uncinetto si possono lavorare materiali “impropri” rispetto al classico filato, vi propongo oggi un modo “diverso” di riciclare vecchi quotidiani…

Innanzitutto veniamo ai materiali e strumenti che occorrono:

quotidiani

forbici

un bastoncino

Adesso che avete tutto sottomano tagliate le pagine di giornale in tante strisce (con altezza di circa 2 cm).

Una volta che avete tagliato le strisce si procede come le nonne filavano la lana con l’aiuto di un fuso (che nel nostro caso è sostituito dal bastoncino), ovvero torcendo le strisce di carta su se stesse, congiungendole l’una all’altra sovrapponendone i lembi…avrete così una sorta di filato di carta, effimero e fragile certo, ma di sicuro effetto…

Io lo lavoro all’uncinetto, ma le possibilità di utilizzo sono molteplici, basta dare un’occhiata al sito di Ivano Vitali, ecologista-scultore-performer qui ^_^
Per vedere che cosa ho realizzato con questa tecnica, l’appuntamento è per i prossimi posts

Buon uncinettamento

Silvia

Fiori all’occhiello

Fleurs
D’un gradin d’or,
parmi les cordons de soie, les gazes grises,
les velours verts et les disques de cristal
qui noircissent come du bronze au soleil,
je vois la digitale s’ouvrir sur un tapis
de filigranes d’argent, d’yeux et de chevelures.

Des pièces d’or jaune semées sur l’agate,
des piliers d’acajou supportant un dôme d’émeraudes,
des bouquets de satin blanc et de fines
verges de rubis entournent la rose d’eau.

Tels qu’un dieu aux énormes yeux bleus
et aux formes de neige, la mer et le ciel
attirent aux terrasses de marbre
la foule des jeunes et fortes roses.

(Arthur Rimbaud)

Il fiore-spilla (fiorilla) della foto di copertina lo trovare qui:

fiorilla il fiore spilla (flower brooch)

Un piccolo regalo di benvenuto…

In un post del mio vecchio blog avevo inserito un piccolo, utile, creativo regalo per le mie followers, lo inserisco qui, un po’ come “ricordo dei vecchi tempi”, un po’ come regalo di benvenuto su questo nuovo blog ^_^

In a post on my old blog I inserted a small, useful, creative gift for my followers, now I add it here, to remember “old time” and  as a welcome gift on this new blog ^ _ ^

Un piccolo notes settimanale…disegnato con le mie manine appositamente per creare una piccola “utility” dove appuntarsi cose da fare e pensieri… qui potete scaricare il file (in pdf) e qui le istruzioni ^_^

A small weekly notes …  I have drawn it with my hands to create a small “utility” where pinning things to do and thoughts … Here you can download the file (pdf) and instructions here ^ _ ^