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un vecchio fil di ferro…(an old iron wire… )

C’era una volta un uomo che aspettava passeggiando di fronte al portone di un ufficio.Era un caldo pomeriggio di fine settembre e lui aspettava con la giacca posata sul braccio, fumando l’ultimo pezzo di sigaro, occhiali abbassati sul naso, guardandosi intorno con l’aria che hanno tutti coloro che più o meno pazienti aspettano.

L’uomo attraversa la strada, di fronte a sè una vecchia grondaia mangiata dalla ruggine da cui pende inerte un’altrettanto vecchio fil di ferro. L’uomo si avvicina al filo, lo osserva un po’, poi ne rompe un pezzetto e le mani pazienti come l’uomo si muovono formando nuove pieghe sul vecchio filo. Piega dopo piega, angoli smussati e filo attorcigliato, ecco che nascono uomini e uccelli, l’uomo si lascia scivolare ancor di più gli occhiali dal naso, ma guarda queste nuove forme e sorride, lui le aveva già viste prima di prendere tra le mani il vecchio filo arrugginito, adesso le potrà vedere anche lei…

anche questa è poesia…

Once upon the time There was a man who was waiting walking in front of the door of an office.It was a warm afternoon in late September, his jacket resting on the arm, smoking the last piece of cigar , glasses down on his nose, looking around with the same face that all those who wait  have, with more or less  patience.

The man walk across the street, in front of him an old gutter eaten by rust from which hangs an equally inert old wire. The man approaches the wire, it looks a bit ‘, then it breaks off a piece and the hands, that are patient like the man, moves forming new creases in the old thread. Fold after fold, rounded corners and twisted wire, here are born men and birds, the man glides even more glasses from his nose, but look at these new forms and smiles, he had already seen before taking his hands to the old rusty wire, but now she can see too …

also this is poetry …

a special thanks to Paolo Beneforti and his creative hands ^_^

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Fiori all’occhiello

Fleurs
D’un gradin d’or,
parmi les cordons de soie, les gazes grises,
les velours verts et les disques de cristal
qui noircissent come du bronze au soleil,
je vois la digitale s’ouvrir sur un tapis
de filigranes d’argent, d’yeux et de chevelures.

Des pièces d’or jaune semées sur l’agate,
des piliers d’acajou supportant un dôme d’émeraudes,
des bouquets de satin blanc et de fines
verges de rubis entournent la rose d’eau.

Tels qu’un dieu aux énormes yeux bleus
et aux formes de neige, la mer et le ciel
attirent aux terrasses de marbre
la foule des jeunes et fortes roses.

(Arthur Rimbaud)

Il fiore-spilla (fiorilla) della foto di copertina lo trovare qui:

fiorilla il fiore spilla (flower brooch)